1^ tappa:
Casalecchio - Sasso Marconi
2^ tappa:
Sasso Marconi - Monzuno
3^ tappa A:
Monzuno - Monghidoro
3^ tappa B:
Monzuno - Loiano - Monghidoro
4^ tappa:
Monghidoro - Firenzuola
5^ tappa:
Firenzuola - S. Piero a Sieve
6^ tappa:
S. Piero a Sieve - Bivigliano
7^ tappa:
Bivigliano/Vaglia - Fiesole
Variante
S. Piero a
Sieve - Prato

IL SEGNAVIA
UFFICIALE
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3^
tappa A : Monzuno
– Monghidoro (per boschi e campi)
Si scende al fiume Savena attraversando
castagneti e querceti nei quali sono incastonate tipiche
frazioni ed antichi molini. Calcando un selciato storico, ben
conservato, si risale a Monghidoro, vecchio crocevia dei
traffici mercantili fra Bologna e Firenze che un tempo prendeva
appunto il nome di Scaricalasino.
Lunghezza:
Km 12,70
Tempo di percorrenza medio: 4,15
Dislivello +: m 540
Dislivello - : m 325
Difficoltà:
nessuna
Accesso:. Bus di linea da Bologna(ATC),
Ciclabilità
MTB: per cicloturisti esperti; in qualche tratto si è
obbligati a fare piede a terra.
Dall’edificio
comunale di Monzuno si prende in direzione di Monghidoro e poi,
alcune centinaia di metri dopo, si devia a dx verso Trasasso.
Poco dopo si scende a sn in direzione di Giardino, un’isolata
casa colonica che si raggiunge grazie ad una sterrata.
Di qui
dopo aver osservato il bel panorama sulla valle del Savena e sul
prospiciente paese di Loiano, si imbocca un sentiero che scende
fra praterie fino al Rio Maore.
Subito dopo il torrente si
lascia a dx la larga pista per salire, anche ripidamente, lungo
un sentiero che si inerpica in un castagneto fino a raggiungere
uno stretto asfalto situato presso un bivio con la strada che
conduce da Monzuno a Trasasso, caratterizzato dalla presenza di
un tipico tabernacolo
Si prende a scendere a sn fino alla loc.
La Marizza dalla quale, lasciato l’asfalto si imbocca una
carrareccia che scende fra i coltivi fino ad incrociare uno
stretto sentiero che piega nettamente a sn per scendere nella
boscaglia. In questo modo si trascura la larga pista che
condurrebbe in breve al borgo di Trasasso (presenza di una fonte
e di un famoso ristorante), per seguire lo stretto sentiero che
poi si trasforma in pista e scende fino in loc. Campadone,
antica frazione di origine medioevale: le case di Campadone, in
parte ristrutturate, appaiono dotate di alcuni bei fregi solari
scolpiti nella pietra serena, dai maestri comacini.
Dalla
frazione si segue la sterrata fino ad un bivio. Girando a sn si
raggiunge in breve il ponte sul fiume Savena situato presso
l’ex Molino Donino.
Un breve tratto di salita conduce alla
provinciale “fondovalle Savena” che si prende sulla destra
per salire fino in loc. S. Andrea dove possiamo ammirare un bel
complesso religioso.
Proseguendo lungo Via S. Andrea si prende a
dx la sterrata (Via Poggiolo) che sale fino ad un asfalto. Si
gira a dx e 50 m dopo, in loc. Cà del Fabbro si lascia
l’asfalto per continuare a salire a sn lungo la carrareccia
che raggiunge di nuovo la strada asfaltata presso Cà di Natale.
Si segue l’asfalto a sn che sale ancora fino ad un primo bivio
con un antico selciato che si stacca sulla dx (Via Cà d’Ané).
Lo si imbocca per arrivare presto ad una villetta (Loc. Cà d’Ané),
e continuare poi a calcare, salendo sempre ripidamente, uno dei
tratti di viabilità storica meglio conservati della zona.
Successivamente ci si addentra in un bel bosco di castagni per
raggiungere le case in pietra di Cà di Spini e poi scendere
lungo l’asfalto che con un breve saliscendi perviene
finalmente all’abitato di Monghidoro, posto in posizione
dominante.

panorama di Monghidoro
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