1^ tappa:
Casalecchio - Sasso Marconi
2^ tappa:
Sasso Marconi - Monzuno
3^ tappa A:
Monzuno - Monghidoro
3^ tappa B:
Monzuno - Loiano - Monghidoro
4^ tappa:
Monghidoro - Firenzuola
5^ tappa:
Firenzuola - S. Piero a Sieve
6^ tappa:
S. Piero a Sieve - Bivigliano
7^ tappa:
Bivigliano/Vaglia - Fiesole
Variante
S. Piero a
Sieve - Prato

IL SEGNAVIA
UFFICIALE
|
5^
tappa: Firenzuola – S. Piero a Sieve
Una dolce salita conduce prima all’antica frazione di Sigliola e poi,
attraverso castagneti secolari, panoramiche zone calancose miste
a macchia, si raggiungono le praterie e le faggete del crinale
appenninico dove si incontra il famoso trekking denominato GEA
che percorre l’intero crinale dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Dopo il Passo dell’Osteria Bruciata, la discesa nelle dolci
forme del Mugello appare come un biglietto da visita della
regione che andiamo a penetrare: la Toscana
Lunghezza:
Km 15.2
Tempo di percorrenza medio: 7,00
Dislivello +: m 800
Dislivello - : m 420
Difficoltà:
in caso di cattivo tempo e vento forte, rimandare la
gita.
Accesso:. Bus di linea da Bologna (ATC) e Firenze
(Sita),
Ciclabilità MTB: solo per ciclisti esperti. Si consiglia
di percorrere la statale del Passo del Giogo e poi di prendere a
destra per la sterrata che conduce a S. Agata e poi a S. Piero a
Sieve lungo la stessa strada che proponiamo a piedi.
Dal centro di Firenzuola si prende la strada asfaltata
che, dopo aver attraversato un ponte, sale direttamente alle
case antiche di Sigliola, panoramica frazione del comune di
Firenzuola.
Visitata
la bella frazione dalle case in pietra serena, in buona parte
recentemente restaurate quali case di vacanza (presenza di
fonte), si prende a salire lungo il sentiero che penetra un
castagneto ancora ben tenuto, dove si incontrano esemplari
secolari della pianta che, grazie al “pan di legno” (le
castagne) ha sfamato generazioni di montanari. Poco sopra si
esce in una zona calancosa punteggiata di ginestre ed altre
piante profumate quali il ginepro ecc. Il panorama sull’intera
valle di Firenzuola diventa grandioso; il crinale appenninico è
li a due passi. Dopo alcuni saliscendi su crinale si imboccano
stradelle sterrate e piste per raggiungere la zona prativa
contornata da faggeta che ancor oggi viene chiamata con
l’eloquente toponimo di “Osteria Bruciata”. Varie leggende
riconducono a storie di banditi e ladri che attendevano i
malcapitati in prossimità dell’antico passo. Il valico viene
indicato come uno dei passi possibili dell’antichissima via
romana della quale si è persa memoria. La discesa nel versante
mugellano avviene per silenti ed ombrosi boschi misti.
Lentamente, scendendo a valle anche con tratti ripidi si
raggiunge il podere della Sala e poi con una stradina forestale
si giunge ad uno stretto asfalto che in breve porta alla strada
principale che esce da S. Agata, frazione peraltro già in
vista.
Di
qui si prende a dx per pochi metri e poi si attraversa la strada
per imboccare la sterrata che conduce alla frazione del Gabbiano
che si trova a circa 3 chilometri. Siamo nel pianoro del
Mugello, lungo un crinale minore che scorre nel bel mezzo di
quello che in altre epoche geologiche altro non era che un lago.
Il panorama spazia dal Monte Falterona alla nostra sinistra fino
al Corno alle Scale, alla nostra destra. Nel bel mezzo solo
dolci forme collinari lavorate dalla sapiente mano dell’uomo
ormai da millenni: è la dolce Toscana. Dopo una lunga camminata
in pianura si raggiunge la frazione di Gabbiano e quindi
l’asfalto. Dopo circa 3 chilometri si prosegue fino ad
incrociare, scendendo appena, la strada di grande comunicazione
che unisce Borgo S. Lorenzo, Scarperia e S. Piero a Sieve a
Barberino del Mugello. La si attraversa per poi prendere via Le
Mozzette che in breve conduce a S. Piero a Sieve.
|